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GIUSQUIAMO NERO (HYOSCYAMUS NIGER)

ID_307

GIUSQUIAMO NERO (HYOSCYAMUS NIGER) HERBA APOLLINARIS

CONFEZIONE IN VETRO CONTENENTE 4 gr. DI FOGLIE, FIORI E SEMI

SPEDIZIONE GRATUITA - MINIMO D'ORDINE

A causa dell’azione degli alcaloidi presenti nel giusquiamo, questa pianta è stata in passato utilizzata per provocare visioni e stati di trance in stregoni, sciamani e veggenti. Gli alcaloidi contenuti in questa specie hanno infatti un'azione sul sistema nervoso centrale e causano allucinazioni e delirio. Il giusquiamo era usato per vedere nel passato, prevedere il futuro, per scopi religiosi o pratiche magiche. Semi di giusquiamo, insieme a lacche e sostanze grasse, sono stati ad esempio ritrovati in una tomba datata 980 d.C. in cui fu seppellita l’ultima profetessa della Danimarca...

20,00 €
Tasse incluse
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Descrizione

Hyoscyamus niger L. è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Solanaceae. L’etimologia deriva dal greco uos “porco” e kuamos “fava“: ovvero “fava di porco“. Ciò deriva dalla credenza che i cinghiali potessero ingerirne i semi senza avvertire tossicità alcuna; convinzione smentita nel “De natura animalium” del sofista Claudio Eliano, in quanto i frutti risultano velenosi anche per gli ungulati. Il giusquiamo è anche conosciuto come: Alterco, beleanuntiam o erba di Belenos, divinità del phanteon celtico. Erba apollinaria, Cassilaggine, Erba da piaghe (relativo al suo impiego popolare come antinfiammatorio), Pilingella, Dente de vecia, Folla de opus. In Germania viene utilizzato come nome popolare Altsitzerkraut (Erba della vecchiaia) riferito alla credenza che in passato venisse occasionalmente utilizzata per disfarsi di uomini e donne resi inermi dalla senescenza. Tra i dialettismi della nostra penisola troviamo: Erba d’I mal di dent (Piemonte), Erba apollinaria o apollinea (Toscana), Oppio dei forti (Lombardia), Zambugnara (Abruzzo) e Grassuda (Sicilia).
Distribuzione e habitat: si ritiene che il giusquiamo avesse come aree d’origine le regioni mediterranee, l’Asia Minore e l’Africa settentrionale. Da qui successivamente, seguendo le rotte commerciali, si  diffuse in Nord Europa, Pakistan, India, Cina ed infine, ad opera degli spagnoli, nel nuovo continente.  Il giusquiamo prolifera principalmente in pianura nelle aree rurali prediligendo terreni smossi e ben concimati. Si diffonde solo in alcune zone montuose fino ad altitudini di 2000 m. A causa della sua forte tossicità la pianta è coltivata solo per uso farmaceutico, è necessario tenere a mente che l’intera pianta è velenosa. Per i bambini l’ingestione di 15 piccoli semi risulta già letale. Metaboliti: presenta l-iosciamina (nella belladonna abbiamo l- e d- iosciamina), scopolamina, soprattutto nelle radici. I sintomi di avvelenamento riprendono quelli della sindrome anticolinergica descritta nel precedente articolo, medesima cosa per le loro proprietà. A date concentrazioni può avere effetto calmante, per questo il giusquiamo in Germania viene anche definita Erba sonnifera. I metaboliti della pianta provocano delirio e stato profetico, le allucinazioni in questione sono di tipo uditivo o visivo. Inoltre la visione offuscata provocata dall’azione midriatica ed il conseguente mal di testa possono perdurare per settimane.
Usi popolari: il giusquiamo fu impiegato per molti secoli come anestetico per via della sua attività paralizzante e antispasmodica. La medicina popolare, inoltre, prevedeva l’uso della pianta per la cura della tosse e dei disturbi respiratori mediante fumigazioni (tale procedura, tuttavia, era molto rischiosa in quanto si poteva facilmente eccedere nella dose ed ottenere effetti nocivi). Il giusquiamo trovava inoltre impiego nell’alleviare disturbi delle ossa, reumatismi (mediante la preparazione di un unguento a base di burro ed estratto della pianta), malattie nervose e mal di stomaco. Il medico greco Ippocrate ne somministrava i semi nel vino per curare la febbre, il tetano e i disturbi ginecologici; anche Discoride riferisce di tale impiego aggiungendo come proprietà la capacità di lenire i gonfiori alle mammelle delle donne in seguito al parto. La decozione delle radici in aceto debellava il dolore ai denti e alle orecchie, inoltre poteva anche favorire il sonno nei malati febbricitanti: il liquido caldo era predisposto a scaldare i piedi dell’infermo, mentre sulla fronte e sulle tempie veniva spalmato un impasto costituito da semi polverizzati di giusquiamo, albume, latte di donna ed un po’ di aceto. Si riteneva oltretutto che l’effetto narcotico potesse essere procurato anche dall’ingestione diretta dei semi, precedentemente macerati in latte e aceto ed essiccati. Un ulteriore applicazione particolarmente interessante di suddetta droga è collegata alla produzione della birra: in antichità i mastri birrai usavano coltivare la pianta essendo compresa tra i principali ingredienti del gruit (miscela aromatizzante di erbe). Tale composto può essere ritenuto l’antenato del luppolo, utilizzato in seguito come componente aromatica di spicco (In passato anche la salvia selvatica, Salvia prateansis, venne impiegata per tale scopo).
La tossicità della pianta era ben nota anche in Oriente; a tal proposito, sebbene il giusquiamo fosse impiegato nella medicina cinese, negli erbari era frequentemente riportata l’avvertenza di utilizzare nelle preparazioni i semi intatti, in quanto la loro rottura avrebbe provocato delirio e follia. Un possibile rimedio al veleno è descritto nell’Herbario Nouo di Castore Durante e prevede l’assunzione di una miscela di vino con latte caprino, acqua melata, finocchi, semi di ortica, nasturzio, senape, rafano, cipolla e aglio.
Il giusquiamo è anche citato nella monografia “Phantastica” pubblicata nel 1924 dal medico, farmacologo e tossicologo tedesco Louis Lewin. Nell’opera il dottore determina una classificazione delle droghe stupefacenti ed eccitanti, inserendo il giusquiamo nella categoria omonima al titolo che raggruppa le piante che manifestano:
<<evidente eccitazione celebrale sotto forma di allucinazioni, illusioni e visioni seguite da incoscienza e da altri sintomi di alterazione celebrale>>.
Louis Lewin: in Omeopatia la pianta è considerata un rimedio costituzionale e viene prescritto, in dosaggio appropriato, come calmante, contro convulsioni, insonnia e diarrea. Oggi l’industria farmaceutica ne ricava medicine antiasmatiche, riparatrici del sistema nervoso e lenitive dei tremori senili.
Nonostante le molteplici applicazioni adoperate dai nostri antenati è bene sottolineare nuovamente la tossicità e di conseguenza la pericolosità della suddetta pianta che pertanto non va in alcun modo utilizzata.
Tradizioni e leggende: il giusquiamo è legato al pianeta saturno, il suo elemento è l’acqua. Pianta sacra a divinità quali Cronos, Saturno e Belenos.

Dettagli del prodotto

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